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Una goccia, una lacrima…dell’acqua.

A 6000 metri circa ,  l’acqua sotto forma di vapore acqueo si cristallizza e da’ origine a delle piccole nuvole a forma di pecorella che come tante pecorelle si radunano in greggi , loro si radunano in cumoli.
Girano, danzano tra loro e capita che si scontrino…ed è da lì che nasce una piccola goccia di brina, lentamente inizia la sua discesa e scende,scende ,scende e più scende più questa gocciolina diventa veloce e più diventa veloce, più si scioglie; povera, in fondo lei non ha colpa ed ora si ritrova in caduta libera, in un freddo viaggio verso non sa cosa! Ma ecco ,quella goccia scende e dai 6000 passiamo ai 5000 dai 5000 ai 4000 e via così , fino a quando poi , cade.
Plick. Una goccia è caduta , plick …un’altra e un’altra ed un’altra, un’altra…plick, plick, plick plick plick.

Il cielo però fa sentire forte la sua voce : rimbomba un tuono !

Ora altre goccioline scendono , ogni secondo di più ! Si sono spaventate ed ora scappano via da quel frastuono e da tutta quell’elettricità statica…scappano come non hanno mai fatto e cadono sempre più velocemente sulla terra.

CRACK ! Un fulmine cadendo colpisce un albero che subito prende fuoco, ma è questione di poco prima che si spenga, come un fiammifero.

CSSSHHH  , l’acqua cade talmente forte che il terreno , prima benevolo nei suoi confronti , ora non riesce a sopportarla e inizia a non assorbirla… nel fango lentamente si creano rigagnoli e pozzanghere . Delle volte tanta è l’acqua che il terreno cede sotto la sua potenza e acqua e fango si fanno portatori di disgrazie : invadono tutto , sradicano le piante , disturbano la tranquillità degli animali , chiusi nelle loro calde tane.
Si anima la campagna , ora è un mondo calmamente frenetico , perchè tutti gli animali sono vigili e allerta ma ben protetti nelle tane ancora non bagnate…
E poi ci sono io , in città , che posso solo immaginare cosa succeda nel bosco quando piove. Perchè qui piove , ma senza magia. Roma è una città caotica e alle prime gocce si sentono i mille improperi dei passanti e le auto che passano veloce.
Tuttavia sono qui , sono all’aperto e mi bagno. E mi sento vivo, dopo tanto tempo.L’acqua mi scorre addosso, i vestiti si attaccano alla pelle, i miei sensi si risvegliano , la mente è lucida come difficilmente lo era stata in questo tempo e un brivido sale lungo la schiena: freddo o paura? Libertà o angoscia?
L’incidente è lontano ormai.
Ma quella goccia sulla tua guancia , sono sicuro , non è pioggia….

Una risposta a Una goccia, una lacrima…dell’acqua.

  1. silvia ⋅

    :O
    la fine è stupenda!

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