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Un colpo al cerchio ed un colpo all’anima

Mi ricordo l’anno scorso.Ricordo che di questi tempi , in genere per S.Giovanni, si fa una festa su, nel paese di Pratolungo.
Tutto sommato mi sto abituando a questa nuova situazione, anzi mi piace questa situazione, vedo che i miei son felici e son felice pur io.
Però mi manca alla fine la casa di balilla. Perchè alla fine quello che mi manca è l’insieme dei rapporti, delle cose che alla fine rappresentano il paese.
Mi ricordo di un sacco di cose, di quando ero bambino, dei giochi che organizzava Mario, di quanto fossero belle “le avventure” che vivevam da piccoli, della merenda assieme, dei giochi al campetto e delle corse in bici.
Chè alla fine per me non era veramente estate senza che ci fosse il mese di agosto filato su a Pratolungo.Non era? Forse non è ancora , agosto deve arrivare e non so come lo passerò.
Non lo nego, l’ho odiato quel paese , a volte.E’ inevitabile, nell’adolescenza essendo un po’ di mezzo, non piccolo abbastanza nè grande a sufficienza e non avendo nessun altro della mia età.Cambierei qualcosa di quegli anni? Sì , forse li vivrei meglio, senza alcune remore , senza quelle fisime che uno alle volte si fa.

Però io so che alla fine si ricordan le cose belle di un capitolo passato della vita.E le ricordo,mi mancano un po’…  mi manca scendere in piazza e chiaccherarmela con “gli anziani ” del paese (che se va bene han al massimo 45 anni ), mi mancano “gli amici dell’estate” compagni da piccoli di mille scorribande.

(…sì qualcosa lo cambierei,riviverlo…)

Ho conosciuto grandi persone, persone con cui alla fine son cresciuto e forse un po’ di quel che sono lo devo pure a tutti loro.Ecco era un capitolo della vita, la mia.

Ma alla fine è un capitolo che non voglio chiudere del tutto, voglio mettere “un’orecchia” all’angolo di questo libro, voglio tornare a rileggerlo di tanto in tanto.
Statemi bene,ragazzi.

Un paese ci vuole,non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente,nelle piante,nella terra c’è un qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti” [Cesare Pavese]

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